Pasqua

30 gen 2010

La Torta della Sposa


Negli anni sessanta o giù di lì, dalle mie parti si usava preparare il pranzo di nozze in casa.
Bellissima usanza.

Tutti si davano da fare, parenti e amici degli sposi, nel preparare il pranzo per il giorno più bello della vita.
Il menù era il classico : affettati misti con sottaceti fatti in casa, marubini ai tre bordi, bolliti vari ecc.. e per finire questa torta, la cui ricetta ho conservato nel mio quaderno sgualcito, dove , ho già avuto modo di dire, tengo le ricette più care, perché per un'errata convinzione?il loro posto é proprio lì.

Ingredienti
250 g di burro
450 g di zucchero
6 uova
350 g di farina
150 g di fecola di patate
4 cucchiaini di lievito
1/2 cucchiaino di sale
6 cucchiai di latte
1 bustina di zucchero vanigliato
zucchero al velo

Procedimento
Montate a crema il burro, aggiungendo lentamente lo zucchero.
Unite, uno alla volta i rossi d'uovo e 2 bianchi , non montati a neve, e la bustina di zucchero vanigliato.
Setacciate la farina con la fecola, il lievito ed il sale.
Aggiungete questi ingredienti alla prima miscela, alternando con 6 cucchiai di latte. Incorporate i restanti 4 bianchi montati a neve, molto delicatamente.
Cuocete in uno stampo largo con il buco a 170° per un'ora circa.

Che buona, si scioglie in bocca. Volendo si può farcire, ma a mio avviso, molto meglio gustarla così; non ho mai fatto alcuna variante, però se qualcuna vuol provare...
Tutti i consigli sono ben accetti.

28 gen 2010

I Bassotti


Non sono cagnolini, ma tagliolini gratinati al forno in una pirofila più bassa del classico stampo da sufflé; ecco il perché del nome.


Questo è un piatto che ho mangiato in un paese di confine, di cui non ricordo il nome, tra la Romagna e le Marche; la bontà del piatto invece me la ricordo benissimo, però non sono sicura che gli ingredienti siano proprio quelli, comunque sono risultati dei tagliolini squisiti che, e qui pecco di immodestia, non mi hanno fatto rimpiangere quelli che ho mangiato..

Ingredienti:
per i bassotti:

300 g
di farina 0
3 uova
Olio evo

Condimento

100 g
di Gran padano Soresina
Burro
100 g
di mollica di pane leggermente raffermo
1 grattatina di noce moscata
La scorza di mezzo limone grattugiata
Pangrattato
Brodo di carne

Versate la farina a fontana su una spianatoia, sgusciate al centro le uova, unite un cucchiaio d’olio e impastate con cura, fino ad ottenere una pasta soda ed elastica. Formate una palla, copritela con un telo e fatela riposare mezz’ora.
Con la macchinetta ho ricavato dei tagliolini molto sottili. Se qualcuno però li vuole fare a mano…Oppure li può comprare già pronti.

Portate ad ebollizione 3 litri di brodo in una pentola, immergetevi tagliolini e cuoceteli per qualche istante. Sgocciolateli conservando il brodo e conditeli con 100 g circa di burro fuso, metà del grana, noce moscate e buccia di limone grattugiata.

Disponete i tagliolini in una pirofila imburrata e spolverizzata di grana e pangrattato e cospargeteli con la mollica di pane sbriciolata.Versate un mestolo di brodo bollente e fateli gratinare in forno già caldo a 200° per 10 minuti circa. Aggiungere altro brodo in modo da coprire i tagliolini a filo e proseguire la cottura finché si formerà una crosticina dorata e croccante ed il brodo sarà completamente assorbito.
Servire con il grana rimasto.




26 gen 2010

Pane al pesto


In giornate un po' frenetiche come queste, non avendo molto tempo per panificare con il LM, ho fatto questo pane usando la MdP, e il pesto che mi hanno regalato questi cari amici liguri del blog le nostre ricette, .. quindi io in pratica ho fatto ben poco, solo lo sforzo di mettere gli ingredienti nella macchina e schiacciare il tasto di avvio. Si può dire che si é fatto da solo.
Comodo no?

Potete immaginare il profumo che si é sprigionato durante la cottura e non solo.

Un pane saporitissimo, ma delicato nello stesso tempo.Da abbinare a dei formaggi freschi spalmabili, tipo ricotta, taleggio, caprini ecc... ossia appetitosi stuzzichini, ma anche un secondo leggero per chi ha fretta.

Ingredienti

140 g di pesto
130 g acqua
5 g. di sale
15 g. di zucchero
140 g Farina Manitoba
140 g farina 00
1 bustina di lievito secco

Programma: Base

crosta : media

La ricetta l'ho presa dal librino La cucina di T zunami

24 gen 2010

Frittelle di carnevale


E sì ormai é Carnevale, tempo di chiacchiere, di frittelle, castagnole, crostoli....
ogni regione ha la sua ricetta.
In casa io faccio sempre queste, che sono sì irregolari e bitorzolute, ma fatte così di proposito, senza sac a poche, ma semplicemente con due cucchiai.
Il motivo? Semplice: lasciare spazio alla fantasia dei bambini, che saranno loro a dare il nome alla frittella, a secondo di quello che loro ricorda.
Almeno questo era l'intento delle nostre mamme per i bambini dell'altro ieri come me, che se anche non conoscevano la pedagogia, certamente sapevano come farci contenti.

Ingredienti:
250 g di acqua
100 g di burro
25 g di strutto
50 g di zucchero
300 g di farina 00
1 bustina di vanillina
5 g di sale
5 uova
Olio di semi di arachidi q.b.
zucchero al velo

In un tegame dai bordi alti, faccio sciogliere nell'acqua il burro e lo strutto con il sale e lo zucchero.
Poi tolgo dal fuoco ed aggiungo in un sol colpo la farina setacciata con la vanillina e rimetto sul fuoco per qualche minuto, fino a quando il composto si stacca dalle pareti del tegame.
Quando l'impasto é diventato tiepido , aggiungo un uovo alla volta, amalgamando molto bene, fino ad ottenere un composto morbido e lucido, che immergerò a cucchiaiate nell'olio caldo a 180° ; le frittelle sono pronte quando si saranno gonfiate e si saranno girate su stesse. Infatti se non si girano, vuol dire che non sono ancora cotte a puntino, perché dentro devono risultare vuote.
Faccio assorbire l'olio in eccesso su carta da cucina e spolvero con lo zucchero al velo.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Giallo Zafferano.




22 gen 2010

Stracotto ai 2 vini


Noi lo chiamiamo cappello del prete, mentre per esempio a Bologna lo chiamano polpa di spalla , in Piemonte spalla, a Genova paletta... in pratica é un taglio del quarto anteriore del manzo, costituito da muscolo giustamente inframmezzato da tessuto connettivo.
Tutta questa disquisizione per dire che con il freddo che fa ancora da noi, uno stracotto così accompagnato da un buon piatto di polenta (ma dov'é la novità) é quello che ci vuole.

Ingredienti
800 g di cappello del prete
1 costola di sedano
1 carota
2 porri
1 cipolla
200 g di passata di pomodoro
250 ml di vino rosso secco
50 ml di Marsala secco
6 dl di brodo
1 pezzetto di cannella
3 chiodi di garofano
1 rametto di rosmarino
3 foglie di salvia
5 cucchiai di olio evo
sale-pepe

Procedimento:
tagliare la carne in 8 pezzi e fatele sigillare molto bene da tutte le parti in un tegame antiaderente unto con un po' d'olio. In una casseruola rosolate con il restante olio il sedano, la carota, la cipolla, i porri tagliati a tocchetti, unite i pezzi di carne e continuate a rosolare ancora qualche minuto; poi bagnate con il vino ed il marsala.Fate un pochino asciugare i liquidi e poi aggiungete la passata di pomodoro, le spezie, gli aromi ed il brodo.
Regolate di sale e pepe, coprite molto bene la casseruola (io ho messo un foglio d'alluminio tra il coperchio e la casseruola, altrimenti usciva troppo vapore) e fate cuocere a fuoco bassissimo per 3 ore.
Passate al passaverdura il fondo di cottura e coprite lo stracotto con il sugo.









18 gen 2010

Crocchette di pane




Il pane non si butta mai...questo era il ritornello che sentivo sempre da mia nonna, la quale aggiungeva che :" Nostro Signore era sceso da cavallo per una briciola di pane" quando vedeva noi bambini buttare il pane che avanzavamo.
Certo una pessima abitudine, che ho persa molto presto con l'età della ragione e con una famiglia da gestire.
Questa é ricetta la potete trovare anche qui insieme ad altri suggerimenti su come utilizzare gli avanzi.

Mettete 300 g circa di pane raffermo, a bagno nel latte tiepido finché si saranno imbevute bene.
Strizzatele poi bene e passatele nel tritatutto. Aggiungete 150 g di grana grattugiato, 1 uovo ed un abbondante battuto di erbe aromatiche (prezzemolo, timo, basilico, maggiorana, rosmarino, origano...sale,pepe).
Amalgamate il tutto molto bene e formate delle palline;lasciatele in frigorifero e poi passatele in una casseruola dove avrete sciolto un po' di burro;rigiratele, mettetele nel piatto di portata, spolveratele con pepe e formaggio e servitele calde come riempitivo e non solo.

Con questa ricetta partecipo alla interessantissima raccolta antispreco di Vale



17 gen 2010

Neve che va, neve che viene


I santi mercanti di fiocchi sono per tradizione i vescovi Ilario e Mauro e gli abati Antonio e Bassano. Se ne trovano la comprano e la portano via,se invece non ce n'é la fanno arrivare.

La seconda decade di gennaio, secondo la sapienza popolare , segna un'inversione delle condizioni meteorologiche: se fino a quel momento l'inverno é stato mite, si avrà un netto peggioramento; se invece fino allora é stato particolarmente rigido, il clima si addolcirà e comincerà a correre velocemente verso la primavera, perciò quest'anno vista la neve caduta, ci lascia ben sperare...
Ecco allora la tradizione dei santi "mercanti di neve".

Questi santi sono quattro :
Sant'Ilario (13 gennaio) di nascita era francese di Poitiers, venuto al mondo fra il 310 e il 320. Teologo e storiografo, si distinse soprattutto nel combattere l'eresia ariana. A Cremona gli é dedicata una chiesa parrocchiale, della quale é contitolato Sant'Apollinare, in ricordo di un tempio che sorgeva a poche centinaia di metri. Di lui si dice che "el pòorta l'argenteria de san Basiàan"
(porta l'argenteria di S. Bassiano) dove per argenteria si intendono i cristalli di neve e di ghiaccio.

Due giorni dopo, il 15 gennaio ecco S. Mauro, benedettino, compì un miracolo che in qualche modo lo accosta a Gesù: infatti secondo la tradizione, salvò un fanciullo di nome Placido, che stava annegando, camminando sull'acqua; ma volle che questo miracolo fosse attribuito a S. Benedetto. Morì di peste.C'era un tempo l'usanza di distribuire nella giornata di S. Mauro dei piccoli pani, che venivano conservati e mangiati a piccoli bocconi quando si era ammalati. Il proverbio collegato é "I michin di San Mauriin i fa stàa benin: insomma, se proprio non fanno guarire del tutto, recano comunque giovamento a chi li usa.
Ancora oggi, in qualche paese , soprattutto tra il cremonese ed il milanese , si conserva questa usanza dove i "michiin" (la michetta di pane") vengono distribuiti ai fedeli nelle chiese, durante la messa.

Oggi é Sant'Antonio Abate. E' proprio una grande festa nella piazza di alcuni paesi a cominciare dalla benedizione degli animali e dei trattori; dalla distribuzione di ciccioli, di caldarroste e di dolci.
Il clou della festa però consiste nell' accensione di un grande falò, attorno al quale si fa un grande girotondo propiziatorio per esorcizzare la paura e sconfiggere ogni malanno.(Credo proprio che il grande Fellini, si sia ispirato proprio a questo rito, quando ha girato la scena del suo film Amarcord).
Sant'Antonio Abate, tradizionalmente segna l'inizio del Carnevale "Per sàant Antòni abàt sàalta fòora toti i màt" (per S.Antonio saltano fuori tutti i matti).

A chiudere la sfilata dei mercanti di neve ecco, il 19 gennaio S. Bassiano o Bassano particolarmente venerato a Lodi, ma ben presente anche nel cremonese. Questo santo visse più o meno nella stessa epoca di S. Ilario e anch'esso si distinse per la lotta alle eresie. In questa impresa fu molto vicino al grande vescovo di Milano, Ambrogio.
A proposito lo sapete che Ambrogio era romano di nascita (con buona pace dei meneghini?).
Per completare il quadro, vi dirò che il cambiamento di tempo più o meno alla metà di gennaio é confermato da due proverbi, esattamente uguali e contrati, che riguardano i santi Fabiano e Sebastiano che vengono ricordati il 20 Gennaio.
Il primo dice: San Fabiàan e Sebastiàan i riiva cun la nèef in màan; (S. Fabiano e S. Sebastiano arrivano con la neve in mano) Il secondo recita: San Fabiàan e Setastiàan i riiva cun la viòola in màan (S. Fabiano e S. Sebastiano arrivano con la viola in mano).
Oggi queste "previsioni" possono far sorridere, ma vi assicuro che non sbagliavano, come ci confermano alcuni nostri vecchi, le cui testimonianze vengono raccolte in alcuni testi per non cancellare del tutto le nostre radici.



13 gen 2010

Biscotti al caffé


Con questa ricetta ho risposto all'invito di questo concorso di beneficenza indetto da :


NERONERO.it organizza un premio di beneficenza per Chefs Sans Frontières.
Tema: la miglior ricetta a base di caffè.

Le 50 ricette più meritevoli saranno raccolte in un libro il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza, al netto delle spese, all'associazione Chefs Sans Frontières per l'insegnamento del mestiere della ristorazione a ragazzi di strada di tutto il mondo.
Per partecipare è necessario inviare una o più ricette all’indirizzo ricetta[at]neronero.it entro e non oltre il 30 Aprile 2010. La mail deve presentare come oggetto “Premio miglior ricetta”. Le ricette proposte devono essere complete di ingredienti e delle modalità di preparazione; devono prevedere l’utilizzo del caffè.

Premi per le migliori ricette:
• 1° premio: macchina caffè EP 800 / LB 800 (a scelta) + 500 cialde Lavazza;
• 2° premio: buono sconto del 90% sulla macchina caffè LB 800 + 300 cialde Lavazza Blue;
• 3° premio: 300 cialde Espresso Point;
• Per le prime 3 ricette: inserimento nei menu dei ristoranti Chefs Sans Frontières;
• Per le prime 50 ricette: pubblicazione su libro, con ricavato donato in beneficenza.

Per informazioni sul concorso, sulle macchine per caffè e cialde lavazza in palio: NERONERO.it
Per informazioni sull'associazione no-profit cui saranno devoluti i ricavati: Chefs Sans Frontières

Biscotti al caffè


80 g di mandorle sgusciate e pelate

120 g di burro

2 cucchiaini di caffè solubile

2 baccelli di cardamomo verdi

30 g di zucchero semolato

50 g di fecola

130 g di farina

1 tazzina di caffè

100 g di zucchero al velo

1 tuorlo


Fate dorare le mandorle in una padella e polverizzatele nel mixer con i semi del cardamomo. Montate a spuma il burro con lo zucchero semolato, unite le mandorle con il cardamomo, la farina, la fecola, il tuorlo, il caffè solubile sciolto in un cucchiaio di acqua calda ed amalgamate.

Con il composto formate delle palline grandi come una noce, schiacciandole un po' alla base, disponetele sulla teglia ricoperta di carta forno ed infornate a 180° per 20 minuti circa.

Pennellate i biscotti caldi con il caffè in tazza e passateli nello zucchero al velo.


09 gen 2010

Filoncini di patate e semi di .....




Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Betty

Morbidissimi per via delle patate, buoni da mangiare così, anche da soli.....

Ingredienti:
  • 500 g di farina
  • 100 g di patate
  • 25 g di lievito di birra
  • 5 g di malto (sostituibile con il miele)
  • 15 g di burro morbido
  • 1 uovo
  • sale-pepe
  • 200 g circa di acqua
  • semi di cumino - di papavero o quello che vi piace di più.


Lessate le patate in acqua bollente salata, sbucciatele e passatele nello schiacciapatate.

Setacciate la farina e fate la fontana: aggiungete tutti gli altri ingredienti , tranne i semi di cumino e metà uovo , perché l'altra metà vi servirà per pennellare i filoncini, ed impastate molto bene, aggiungendo l'acqua poca per volta, fino ad ottenere un impasto che non si appicchi alle mani.

Con la macchina del pane, sul programma impasto é ancora più veloce.

Mettete l'impasto in una ciotola coperta con la pellicola per alimenti e lasciate riposare 20 minuti.

Riprendete la pasta, dividetela in 6 parti, formando dei filoncini; disponeteli in una teglia ricoperta di carta forno e lasciateli riposare coperti con un telo inumidito per altri 20 minuti.

Infornateli a 200° per circa 30 minuti non senza averli prima pennellati con il mezzo uovo rimasto e cosparsi con i semi di cumino.

06 gen 2010

Crostata con panettone



E ce ne sono di avanzi dopo queste feste, tra panettone, pandoro, cioccolatini, torrone e quant'altro.....
Ora si comincia a pensare al come smaltire tutto questo ben di Dio.Ho iniziato con il panettone, ma volendo si può usare anche il pandoro o qualche altro dolce che giace , prossimo alla scadenza. Per evitare qualche rimorso di bilancia ho fatto la base con la frolla senza uova e senza burro.
Ne é uscita una crostata proprio buona, un po' calorica, vista la farcia, ma d'altra parte basta mangiarne poca.

Ingredienti :

pasta frolla ( senza uova e senza burro)

Farcia
400 g panettone
25 g fecola di patate
4 cucchiai rasi di zucchero al velo
1 bustina di vanillina
1 pizzico di sale
2 uova intere
400 ml panna da montare per dolci

Preparazione

Ricoprire la base uno stampo a cerchio apribile di cm 24, con carta forno e stendervi la pasta frolla facendo risalire il bordo per 3 cm.
Affettare il panettone e con le fette ricoprire tutta la base della frolla.
A parte setacciare la farina con lo zucchero, la vanillina, il sale e le uova e sbattere bene il tutto. Alla fine unire la panna amalgamando bene.
Ricoprire con questa crema il panettone ed infornare nella parte bassa del forno a 175° per 35-40 minuti. La superficie dovrà risultare dorata.
Volendo, se vogliamo esagerare, vista la frolla light, prima di infornare si possono mettere delle briciole di torrone friabile, magari ricoperto di cioccolato.Ma é buona anche "solo" così.


03 gen 2010

L'aringa


Non sapevo come chiamarla, perché da noi si chiama "Gusa fer"( improponibile pronuncia per i non addetti), una ricetta antichissima, per i poveri, si diceva, perché l'aringa era considerata il pesce dei poveri, ma vi assicuro che é di una bontà infinita.
Magari i più giovani storceranno il naso, però le poche calorie potrebbero convincerli ad assaggiarla, mentre per la mia generazione , sarà un gradevole tuffo nel passato.

Questa volta le dosi sono indicative, perché dipende molto dai gusti, cioè se la si vuole piccante basta aumentare la dose di aceto e le acciughe.
Io l'ho fatta così:

Ingredienti x 2 persone

2 Aringhe affumicate
500 ml di latte (devono coprire il pesce)
2-3 acciughe
1/2 cipolla tritata
1 spicchio d'aglio vestito
2 cucchiai di salsa di pomodoro
una noce di burro
1 cucchiaio d'olio evo
prezzemolo tritato (abbondante)
1/2 bicchiere di aceto.


Mettere l'aringa affumicata almeno un paio di giorni nel latte.
Sciogliere nel burro le acciughe, aggiungere l'olio, la cipolla tritata e l'aglio; insaporire qualche minuto ed unire l'aringa tagliata a pezzetti. Cuocere una decina di minuti, poi aggiungere la passata di pomodoro . Alla fine unire una bella manciata di prezzemolo tritato e l'aceto.
Lasciare ancora qualche minuto sul fuoco , salare previo assaggio, e servire con una buona polenta fumante.